COMFORT ZONE

Tutti noi abbiamo una “comfort zone” e non credo a chi dice il contrario. Nella mia ci sono prima di tutto le persone che amo, ma è fatta anche di luoghi.
Parlo di posti in cui mi piace trovare “conforto”…quei locali sparsi qua e là in cui fare due chiacchiere con un’amica, fermarsi a prendere un caffè, bere qualcosa in compagnia, raccontarsela davanti ad un buon aperitivo e passare qualche ora spensierata.
“Top of the pop” per me è il Bar Roma di Novellara! Non ditemi che ora che anche Poltronesofà gli ha dedicato un divano, non sapete dove si trova Novellara??!! Ridente paese della bassa reggiana, culla dei I Nomadi; Ligabue ci ha pure girato una parte del suo ultimo film ed ospita il più grande tempio Sick d’Europa…attendiamo che anche Bollywood venga a filmare qualcosa…beh dicevo, qui, trovate anche lo storico Bar Roma.
Ottimo per un aperitivo, per una colazione, un caffè da soli o in compagnia e perchè no, un pranzo veloce o una cenetta. Non resterete delusi! Respirerete da subito aria di casa, il giusto mix fra l’essere un bar di paese, ma con la sensazione che potresti mettergli le ruote e trasferirlo a City Life che non “sfigurerebbe”. Ah, non da ultimo anche quest’anno pemiato dal Gambero Rosso fra i migliori Bar d’Italia.

Nella mia comfort zone c’è anche la gelateria Chantilly a Moglia in provincia di Mantova. Nel 2017 Chantilly è tra le 36 gelaterie che hanno guadagnato il punteggio massimo con ben 3 Coni Gambero Rosso (se consideriamo che sono circa 37.000 gli esercizi presenti nel nostro Paese e solamente 300 sono stati selezionati dalla Guida Gambero Rosso…..beh, mi verrebbe da dire “E sti cazzi!”); Oltre a Bar d’Italia Gambero Rosso 2014-2015-2016-2017. Vanity Fair, Dissapore, Rubrica Cucina (Corriere.it) inserisce Chantilly tra le migliori gelaterie d’Italia. Questo per dire che andateci a colazione, andateci a prendere un gelato, andateci a prendere una torta, andateci a prendere della pasticceria…ma comunque sia ANDATECI! Greta e Massimo hanno ben chiaro cosa vogliono e cosa non vogliono per i loro clienti.

Di tutt’altro genere, il BERGIN a Desenzano del Garda. Prima si chiamava Bep’s, ora si è rinnovato , ma non ha perso la sua natura di locale alla moda, giovanile con un’attenzione particolare nella selezione sia del cibo che degli aperitivi a base di Gin. Un mondo da scoprire quello del Gin! Personalmente ne sono appassionata e di certo ne IPostidiFede non mancherà un articolino dedicato a questo universo. …e già che siamo a Desenzano vi dò un altra dritta ;-).

Nel caso pensiate di farvi un bell’ape da Bergin, ma non avete voglia di mangiare lì (pur essendo da provare…chiamarli hamburger e patatine è davvero riduttivo) e siete “figli dei miei tempi”, fermatevi al 133 Sushi Club. Qui “All you can eat” è vietato non solo pronunciarlo, ma anche pensarlo! La vera cucina fusion giapponese in un locale all’avanguardia che definirei anche artistico…sembra quasi di entrare in una piccola galleria d’arte moderna. Grande cura nei piatti e nella scelta della materia prima (freschissima) e lavorata con amore. Oh raga…19 euro e 90 scordatevelo! 

Pancia mia fatti capanna!

Come per Vittorio Graziano anche in questo caso c’è un posto “del cuore” e in questo momento è il Grano di Pepe. Innovazione, ricerca, studio delle materie prime e non solo, si ritrovano e assaporano in ogni piatto. Come si dice spesso dalle mie parti “tanto di cappello” allo Chef Rino Duca che in un Comune di poco più di seimila anime ha aperto una piccola perla rara.
A seguire, sempre in provincia di Modena, in cui non sono certo pochi i posti in cui si mangia proprio bene c’è la Franceschetta58, sorella minore dell’Osteria Francescana (ahimè mai stata…), qui oltre a fare godere il palato gustando prelibatezze locali e non, si viene accolti in un ambiente che ha il giusto match fra l’informalità e la ricercatezza; adoro la mise en place coi piatti vintage (occhi a cuore!).
L’Erba del Re, nel cuore di Modena (quartiere Pomposa, fra l’altro molto dinamico, pieno di giovani e bei localini), è una stellato, un’esperienza che consiglio nel caso abbiate occasioni speciali da condividere, festeggiare, se poi le vostre tasche vi permettono only stars, beh, beati voi! Scherzi a parte lo chef Luca Marchini ha uno stile molto vicino ai classici dell’alta cucina italiana e internazionale e mi sento di sottolineare con l’evidenziatore giallo i suoi passatelli, un’esperienza per le papille gustative indimenticabile.
Lo Stallo del pomodoro lo adoro prima di tutto per la scelta di campo fatta sui vini. Un plauso ad uno dei pochi locali di Modena che ha finalmente dato per primo una svolta alla lista dando una sferzata bio. La ricerca si trova indubbiamente anche nei piatti che pur partendo da una base tradizionale contengono sempre una nota di novità che bene si affianca ai prodotti genuini che scelgono.
Sarò banale, ma uno dei miei piatti preferiti è la pizza! Chi mi conosce bene sà che non è venerdì se non si mangia una buona pizza! In provincia di Modena, precisamente a Concordia sulla Secchia al Piccolo Borgo secondo me è il top. Se amate una pizza sottile, leggera, altamente digeribile mangiata in un posto semplice, senza grosse pretese e con un ottimo rapporto qualità prezzo, ecco, lì la potete trovare. Buoni anche gnocco e tigelle!
A Reggio Emilia, invece, senza alcun dubbio Giovanni Mandara col suo Piccolo Piedigrotta fa scintille! Fra l’altro quando voi non potete andare “alla pizza” Mandara, come Maometto con la montagna, ve la porta da voi col servizio on the road col quale presenzia ad alcune manifestazioni ed eventi di strada e di piazza. Se volete gustare l’originale pizza napoletana preparata con impasto per pane, bello morbido ed elastico, qui la trovate e potete fare anche un percorso degustazione…mi sta venendo fame!
Di recente ho provato anche un locale che si chiama Taste It, non è una catena, ma c’è sia a Modena che a Reggio Emilia. Qui si può degustare una pizza che senza alcun dubbio definirei gourmet. Cura delle materie prime e anche dell’ambiente, giovane, moderno, senza troppi posti a sedere. Di certo non paragonabile alla “solita” pizzeria, nemmeno per i prezzi, ma un’esperienza che consiglio.
Già che mi sono spostata verso il reggiano ne approfitto per continuare qui…
Anche a Reggio ho fatto la mia esperienza stellata…partiamo col botto così poi smetto di tirarmela (faccino che ride!). A Rubiera c’è un’ottima Clinica, quella di Arnaldo! Un vero e proprio tuffo nella tipica, tradizionale, classica cucina reggiana: Arnaldo – Clinica Gastonomica vi permetterà di fare un check up completo passando dalle paste ripiene al carrello dei bolliti in un ambiente tuttosommato “casalino”; lo definirei il classico tempio della cucina emiliana, anche se…non è paragonabile, di tutta altra categoria, ma l’Inkiostro a Parma (altro stellato)…ammazza! Tanta roba! Chef Terry Giacomello vi farà degustare i suoi piatti che sono di una perfezione quasi maniacale; una vera e propria esplosione di gusto. Nel suo locale potrete, inoltre, ammirare alcune opere dell’artista reggiano Alfonso Borghi…da vedere!
La Trattoria del Buontempone a Reggio Emilia è sempre una garanzia: in pausa pranzo, una cena in compagnia di amici e parenti o anche per un’occasione più “intima” credo sia il posto che ti fa fare sempre Bingo! E’ possibile mangiare pesce, qualcosa di tradizionale e la pizza. Non sono in imbarazzo ad ammettere che tutto eccelle e che i sapori della Campania si ritorvano sempre, sia nell’ottimo pesce, fino ad arrivare alla pizza. Apprezzo molto anche la loro proposta nei vini.
Chi di voi non conosce Alessandro Borghese?! Non che io lo conosca personalmente, comunque Alessandro Borghese, primogenito dell’attrice Barbara Bouchet, è uno chef che ha fatto un sacco di cose fra cui un programma che si chiama i 4 Ristoranti. Quando è passato per Reggio e prov, alla trasmissione hanno partecipato anche questi due ristoranti: Marta in cucina e Osteria in Scandiano. Due robe un po’ diverse, ma che ben ci stanno nella mia top ten (che ormai è diventata one thousand…) perchè credo che in entrambi questi ristoranti si respiri l’Emilia, ma quella nuova!
Il Caffè Arti e Mestieri è un altro di quei posti a Reggio Emilia in cui vale la pena andare. Fra l’altro prima era nella bassa reggiana, si chiamava Il Rigoletto e aveva pure una stella Michelin, poi a causa del terremoto del 2012 si è dovuto trasferire per l’inagibilità dei locali. Detto ciò lo Chef Gianni D’Amato insieme al figlio non si sono persi d’animo ed eccoli all’Arti e Mestieri in una nuova location che è un bijoux e con una cucina che definirei una vera e propria ricerca d’autore.

Sento che non è finita qui, ma per ora mi accontento…

MA QUANDO SI MANGIA?

Mia madre ha sempre ribadito, con una certa fierezza, che io fin da piccola non avevo problemi di appetito!

Non c’era occasione in cui non ricordasse ad amici e parenti che l’unica cosa che no mangiavo era la mela, ma se trovavo qualcuno che me la pelava, mi sbaffafo pure quella.
Dato per assodato che non sono inappetente, mi sembrava carino a questo punto mettere a valore il mio appetito condividendo con voi un’ulteriore playlist: quella dei posti in cui mangiare. Come per i vini, mi piace l’idea di partire dalla mia terra, ma stay tuned perchè scoprirete che ho varcato anche i confini dell’Emilia Romagna.
Metto le mani avanti e vi dico già che sarà più di una top ten!

SEI IL MIO POSTO…to be continued

Venendo al dunque, oggi che vanno molto di moda le playlist, o come si diceva forse negli anni novanta, le top ten, io ho pensato di condividere con voi la mia.


Al primo posto metto senza ombra di dubbio Vittorio Graziano e nello scrivere il suo nome contemporaneamente mi inchino! Chapeau al suo Lambrusco Fontana dei boschi. Considero Vittorio il guru, precursore del vino biologico nelle colline di Castelvetro in provincia di Modena. Ahimè qui il campanilismo reggiano traballa. Non penso ci siano eguali nella mia provincia d’origine. Sempre pronta a cambiare idea nel caso qualcuno mi faccia assaggiare un Lambrusco migliore del suo! In ogni caso Fontana dei boschi, ovviamente rifermenteto in bottiglia, mon amour!
A seguire e in ordine sparso gli altri nove o quasi: restando in provincia di Modena, Bergianti Vino che sposa la filosofia del biologico e biodinamico anche nella sua azienda agricola in cui produce ottima frutta e verdura; Podere Saliceto, ottimo Lambrusco di Sorbara rifermentato in bottiglia, il Falistra per me è il top; Fattoria Moretto ha un approccio diverso, Lambrusco Grasparossa non rifermentato, ma metodo charmat che mantiene un’ottima freschezza; Terraquilia pur proponento già un’ampia varietà di prodotti, vanta comunque un buon vino Lambrusco, il FalcoRubens mi piace; in provincia di Reggio Emilia l’azienda agricola Cinque Campi col vino Rio degli sgoccioli vince, per me, il premio miglior Lambrusco reggiano; anche se non è da meno lo Stiolo Rosso dell’azienda Casalpriore a San Martino in Rio; a Parma imperano senza alcun dubbio Camillo Donati e il vino dell’azienda agricola Crocizia anche se la loro Besiosa (che è una malvasia) è straordinaria ed è anche al primo posto per il graziosissimo e rievocativo “design” della sua etichetta (mi ricorda la nonna Dina); ultimo, ma non ultimo chiudo con la provincia di Mantova e la tenace Guglielmina Vignoli, in arte Mimma che con la suocera Amedea produce l’antica varietà “Lambrusco viadanese” (il Lambrusco bio che fa impazzire chi cucina il sushi in Giappone – cit.). Chiaramente Emilia non è solo Lambrusco…
Non so se si era capito, ma il mio mondo è quello dei vini naturali, non che il vino non lo sia in sé per sé, intendo nello specifico quello dei vini biologici e biodinamici. Fino a prova contraria la terra che abbiamo è una sola, intesa come universo mondo, pertanto dobbiamo volerle bene e credo che queste persone gliene vogliano tanto!

SEI IL MIO POSTO

Fra le poetesse italiane che amo di più c’è sicuramente Alda Merini (vi consiglio soprattutto le sue poesie d’amore…ebbene sì sono un’eterna romantica).
“C’è un posto nel mondo dove il cuore batte forte, e rimani senza fiato per quanta emozione provi; dove il tempo si ferma e non hai più l’età; quel posto è tra le tue braccia in cui non invecchia il cuore, mentre la mente non smette mai di sognare”. Questo è un assaggio della sua potenza!
Non è mia intenzione parlarvi di poesia, il mio riferimento era più sottile; il mio posto del cuore è la mia terra, la ma regione d’origine, l’Emilia Romagna.
Vengo da un piccolo paese della bassa reggiana, anche se ora vivo in provincia di Modena; non molto lontano da lì.
Mi piaceva, quindi, l’idea di partire dalle mie zone e scoprire insieme qualche chicca che possa stimolare la vostra curiosità.
Fra le cose che si mangiano io ci metto anche il vino. Il vino per me è un alimento a tutti gli effetti, pertanto non si può prescindere dal saperlo avvicinare al cibo.
Vi siete mai chiesti come mail il nostro Lambrusco, ad esempio, si abbina così bene alla cucina emiliana nella quale impera il maiale? La risposta è semplice. Il Lambrusco ha l’effetto dello…..”sturalavandino”: pulisce, sgrassa, apre le vie del gusto, resetta il palato e lo prepara al nuovo boccone.
Il Lambrusco innanzitutto è un vitigno autoctono, tradotto, c’è solo in Emilia e, per dirla tutta, nella bassa Lombardia (quella parte di lombardi che si sentono più emiliani e che stanno dalle parti di Mantova e provincia…) e forse qualcuno ne ha trovato traccia in Trentino, una sorta di cugino di terzo grado a foglia frastagliata. Preciso, non sono una sommelier, ma una semplice appassionata autodidatta che ha fatto esperienza sul campo…mi sono fatta da me, parafrasando un noto politico!
Venendo al dunque, oggi che vanno molto di moda le playlist, o come si diceva forse negli anni novanta, le top ten, io ho pensato di condividere con voi la mia.

Hello world!

Mi chiamo Federica, mio padre poco tempo fa ha riesumato dal suo garage “antichi” reperti storici della mia infanzia e quando me li ha dati mi ha detto:

 

“Certo che amavi proprio scrivere quando eri piccola!”.

Mentre mi metteva fra le mani quel cartone pieno di diari e quaderni mi sentii come se stessi per ereditare una fortuna non di certo economica, ma in termini di ricordi, memorie e, allo stesso tempo, passioni ritrovate.

Era un po’ che ci pensavo, ma quel gesto ha ravvivato la fiamma e la luce di quella fiamma mi ha fatto vedere le cose in modo più chiaro.

Ora eccomi qui a raccontare di me stessa e delle mie passioni che ritrovo in particolare nelle esperienze enogastronomiche, nei viaggi e nelle persone che incontro.

Voglio riprendere le fila di tante storie e “incontri” fatti di cuore e passioni, quelle che muovono tutto! Il mio motto è “il meglio deve ancora venire” e a ciò aggiungo che la vita è troppo breve per lasciarci sfuggire le cose belle. Io credo davvero che la bellezza salverà questo mondo!

E ora partiamo!

See here my Best of 2017_