Approdo per Gastronauti!

Visto che si avvicina Agostembre (oggi di fatto è l’81 di Agosto) ho pensato di scrivere qualcosa riferito alle mie vacanze estive.

Non ero mai stata a San Benedetto del Tronto, fin da piccola per me la riviera si fermava al massimo a Riccione, toh! Ho scoperto in realtà che oltre a Milano Marittima c’è un mondo, un tempo avrei anche alloggiato vicino al mare poi si diventa vecchi e intolleranti e odi un po’ anche le persone, il caos e finisci se scegliere l’entroterra…quindi…dicevo…pernottamento presso l’Agriturismo Emidio Pepe e un approdo sicuro al mare da Marco al Lido Sabbiadoro

Qui si sta proprio in sciallo! Marco, praticamente, ti apre casa sua al mare e ti prendi tutto il pacchetto! Un all inclusive fatto di birre artigianali scelte, prodotti del territorio, vini naturali, bio e km zero. E mica sull’eremo sperduto nelle montagne di Santamariainfondoalmondo, ma a San Benedetto del Tronto, lungo mare delle palme raga!

Prezzi onesti, servizio alla mano, Marco e la mamma che ti fanno da mangiare – fra l’altro sono emiliani – metà anno a gestire lo stabilimento balneare e l’altra metà nella nebbia! Vi assicuro però che il mix è davvero win to win, insomma azzeccato per te che ci vai e per lui che ti ospita.

Ah e non da ultimo fa un sacco di iniziative! Feste, festine, festone, musica, cibo pop (cultural popolare). Ci mette proprio passione ed è carico come una molla! Credo proprio sia un approdo per chi come è un cacciatore del gusto.

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Sono troppo pigra!
Mi prefiggo sempre nuovi obiettivi, al di là del lavoro, ma mi succede spesso – troppo spesso – di disattenderli. Vorrei scrivere di questo, dovrei scrivere di quello, potrei consigliare questa cosa, condividere quest’altra e poi…riesco a stare mesi senza scrivere 🙂
Sono pessima!
Bene, dopo la premessa da cilicio sulla carne viva, veniamo a noi. Ho visto tanti…alcuni…posti nuovi di recente e d’ora in poi ho deciso di raccontarli come capitano, seguendo più l’istinto dello scrittore di getto e chissenefrega!
Roma, una toccata e fuga. La faccio breve, perché questa esperienza non è frutto di uno studio meticoloso dal terroir alla tavola, ma di un incontro fortunato.
Entro in una bottega/bar zona Fontana di Trevi, mi guardo intorno, non so se ho più voglia di un caffè o di una semplice bottiglietta d’acqua ed è in quella indecisione che vengo attratta da qualche boccia di vino interessante. La solita “avvinazzata”.
Emidio Pepe (chapeau – ho alloggiato nel suo agriturismo quest’estate, vi racconterò…), Costadilà, Frizzi Pop, insomma, ci vedo un po’ di ricerca considerando che siamo in una strada commecial turistica romana piena di negozi di souvenir made in Cina. Si avvicina un signore con due occhiali da vista radical chic e mi dice “un buon rifermentato in bottiglia?” e io “ma magari”.
La faccio breve…mi fa assaggiare un vino e mi dice che è un rivenditore di Pendin per quella zona e io colgo la palla al balzo! “Dove mi consiglia di mangiare stasera?” e lui taccc elenco di locali con vini naturali. La scelta – Luciano Cucina Italiana.

http://lucianocucinaitaliana.com
Ovviamente lì scatta lo stalkeraggio su internos e scopro che lo chef Luciano Monosilio, già spalla destra e sinistra di Alessandro Pipero, ha da poco inaugurato il suo nuovo locale.
Come posso riassumere questa esperienza…la definirei come la voglia di crescere racchiusa nei piatti. Dentro al locale – nel cuore di Roma, vicino a Campo de’ Fiori – c’è un minipastificio! Ciò, lì fanno loro la pasta e lo vedi e ti spiegano dove, come, quando, perché. Fichissimo!
In una zona piena di tourist trap, come dice anche il Gambero Rosso, si palesa un piccolo miracolo della cucina italiana. Pasta, pasta, pasta, pur non essendo una grandissima amante di pasta qui sono assolutamente da provare: carbonara, cacio e pepe, amatriciana. Prima assaggiate le montanarine, sono goduriose e poi andate a conoscere chi le fa e chi fa la pizza, altra esperienza da fare in questo posto e che non è per niente scontata. Premio Pizzaiolo Emergente 2015, credo abbia poco più di vent’anni – non scherzo, lo ha vinto lui davvero.
Il locale è giovane, fresco, senza tanti fronzoli: essenziale, ma pieno di significati. Abbiamo mangiato fuori, posate e tovaglioli li trovate in una scatola di latta sul tavolo e quando vi servono la pasta attaccato al piatto un bigliettino con la ricetta…come a dire…io sto qui di casa e questa è la mia tradizione! Magari i ristoranti pizzeria in Italia avessero tutti anche solo un briciolo di Monosilio.